| Svolgere questa professione è sempre più difficile e rischioso. Le sollecitazioni cui siamo sottoposti dalle C.O. non rispecchiano le gravità reali del soccorso spesso sovrastimano l’evento, minando così la sicurezza di tutto l’equipaggio per “falsulli” invii celeri. L’affidabilità dei mezzi il più delle volte lascia a desiderare, così come i controlli sul veicolo, infatti dopo i colleghi scomparsi tragicamente a causa d’incidenti stradali sorge spontaneo interrogarsi sul perché accadono tali eventi, non v’è dubbio che la guida di un mezzo di soccorso non è la classica gita fuori porta, il problema è rendersi visibili, l’aumento del traffico stradale e la non educazione dei conducenti generici comporta sempre più stress e confusione generando così un evento negativo. L’indifferenza delle istituzioni ci lascia in disparte e fa parlare spesso il comune uomo della porta accanto che diffondesempre più il suo pensiero candidamente… tuonando: “che ci vuole a guidare un ambulanza? In fin dei conti è un furgone”…. ( TRATTO DA C.O.E.S LAZIO) |