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ARTICOLI-ESPERIENZE

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ARTICOLI-ESPERIENZE

il racconto 

«Io volontario tra vomito e urina»

Appena ventenne ha deciso di vivere la festa tra medici e infermieri

La ricetrasmittente al posto del bicchiere di vino. Il defibrillatore al posto della bottiglia. C’è anche chi molto giovane, appena vent’anni, a Friuli Doc ha deciso di prestare servizio volontario nella Croce rossa italiana. E’ uno studente universitario di Udine, alla sua prima esperienza da soccorritore. «Il mio turno più difficile è stato venerdì notte – racconta il ragazzo -, era la mia prima volta sul campo. Insieme al mio compagno di squadra, abbiamo pattugliato vie e piazze della città». I suoi occhi hanno visto il bello e il brutto della manifestazione. «Moltissimi i ragazzi distesi a terra ubriachi. Abbiamo valutato caso per caso le diverse situazioni, perché soltanto in certe circostanze c’è bisogno del soccorso avanzato dell’ambulanza». Ma c’è un aspetto che l’ha sorpreso più di tutti. «Erano tanti i minorenni ad aver alzato troppo il gomito. E forse questo è molto preoccupante». Ma poi, pattugliando le strade, il soccorritore ha visto «molti ragazzi vomitare e urinare nei vicoli, senza alcun ritegno». E ancora: «Non sono mancate le risse, i vetri rotti, i cocci di bottiglia per terra. E’ tutto un contorno che sarebbe meglio non vedere. Far festa è del tutto lecito, ma, purtroppo, c’è chi esagera». Il suo racconto continua, e riferisce «che la gente, quando ci vede, a volte, si rivolge a noi scherzosamente, chiedendoci di portare via il loro amico più “cotto”, ma noi non ci offendiamo di certo e continuiamo a svolgere il nostro servizio». Il giovane è deciso a continuare il suo impegno: «Il mio battesimo da volontario, proprio a Friuli Doc, dove spesso sono richiesti centinaia di interventi, è stata un’esperienza molto formativa per me».

Renato Schinko

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


9 Comments

MAX

Settembre 20, 2011at 11:15 am

Mah… io sinceramente non mi metto a far articoli ogniqualvolta mi capitano queste situazioni!!!! E’ il mio lavoro!!! E poi… questo signore che ha scritto l’articolo volontariamente ha deciso di essere in quel determinato posto, nulla toglie dell’inciviltà delle persone e della situazione che ha trovato.

Moreno

Settembre 20, 2011at 12:06 pm

Max condivido pienamente il tuo pensiero.

simone

Settembre 21, 2011at 3:45 pm

sono d accordo con max….dal momento che si sceglie di fare questa vita sappiamo a che cosa si va incontro…io ho incominciato a 18 anni e non ho fatto nessuno articolo…..

alessandro toscana

Settembre 21, 2011at 6:00 pm

Purtroppo spesso dietro alla scelta di fare il volontario,c’è solo una malattia di protagonismo ed esaltazione.Uso il termine “purtroppo”perchè questo non fa altro che offuscare il lavoro serio ,umile e silenzioso di tante persone che fanno questa scelta per autentico spirito solidale,spirito che le porta a svolgere qualsiasi manzione pur di rendersi utili alla società senza smanie di finire alla ribalta dei riflettori…….perchè se si decide di rendersi utili bisogna essere disposti a tutto,dal difficile intervento di emergenza alla semplice pulizia delle cucine da campo….Questa secondo me è la cultura che dovrebbero diffondere le associazioni quando decidono di arruolare i propri adepti nei propri organici…….

Moreno

Settembre 21, 2011at 6:09 pm

Io ripeto condivido pienamente le vostre pensieri per tutto.
Pero’ vorrei aggiungere che il nostro lavoro lo deve svolgere i professionisti cioè i dipendenti o di asl o associazione o privati, perchè le associazioni molte volte affidano i paziente a gente incompetente con poca professionalità senza parlare emergenza e questo non vuol dire che sono contro i volontari in quando conosco volontari molto molto bravi professionali ma sono contrario alle associazioni che pur di fare cassa mettono sulle ambulanza “cane e porci”.

Beppe

Settembre 21, 2011at 6:39 pm

Ma guardate che forse avete frainteso.

Io ho capito che chi ha scritto l’articolo è un giornalista che si è preso la briga di intervistare un volontario che guarda caso era alle sue prime esperienze…il quale ha risposto a delle semplici domande del giornalista.

Non ci vedo niente di strano.

Ripeto…secondo me c’è stato un “qui quò quà” … capita a volte.

Stefano

Settembre 21, 2011at 10:30 pm

In questa occasione eravamo in servizio sia dipendenti che volontari. I volontari sono sempre stati seguiti in tutto dal personale dipendente ed il servizio è stato molto impegnativo e difficoltoso a causa di un afflusso di persone che non era stato previsto nemmeno da chi ha richiesto il servizio.
Anche le forze dell’ordine si sono trovate spiazzate ed in difficoltà.
A parte questo, è andata come dice Beppe.
Avevamo i giornalisti alle spalle (che facevano il proprio lavoro) che si sono comportati molto correttamente rispettando il nostro lavoro e ci hanno chiesto alcune impressioni sul servizio.
Ed hanno pubblicato quanto dichiarato da questo volontario proprio in virtù del fatto che era la sua prima esperienza “sul campo”.
Un “inizio” lo abbiamo avuto tutti …

Antonella

Settembre 22, 2011at 12:00 am

era pubblicato sul messaggero?

    MAX

    Settembre 22, 2011at 9:46 am

    Si articolo pubblicato dal messaggero.

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