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«Chi soccorre il soccorritore?»

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«Chi soccorre il soccorritore?»

«Chi soccorre il soccorritore?»

il Corriere delle Alpi — 12 gennaio 2010   pagina 24   sezione: AGENDA

  PUOS D’ALPAGO. Ad un soccorritore, sia esso un infermiere oppure un volontario qualificato, quando interviene in una situazione drammatica viene richiesta una gestione ottimale del soccorso.  Tanto si fa per garantire la salute delle persone soccorse, corsi teorici, pratici, aggiornamenti, esami, abilitazioni; si attrezzano mezzi di soccorso con nuove attrezzature tecnologiche, defibrillatori, ossigeno, presidi di ogni tipo. Ma poi, concluso l’intervento, il soccorritore si trova a dover gestire la propria emotività. Interventi in situazioni di suicidio, incidenti gravi con bambini, decessi improvvisi anche durante la corsa al pronto soccorso, mezzi di soccorso che precipitano: come si può pensare che questo non coinvolga emotivamente il soccorritore? Può manifestare le proprie emozioni o deve nasconderle? Può avere paura?  Poco o niente nella catena dei soccorsi si rivolge al trauma psicologico del soccorritore. «Chi soccorre il soccorritore?»: questo il titolo dell’incontro organizzato dall’Eva Alpago con il patrocinio della Provincia di Belluno, a Puos d’Alpago, allo scopo di permettere un dibattito psico-emotivo tra soccorritori di diversa provenienza: infermieri del sistema 118, dei pronto soccorso provinciali, piloti, vigili del fuoco, operatori della Protezione Civile, del Soccorso alpino, delle ambulanze dell’Eva Alpago, dello Zoldano, dell’Agordino. Sull’onda emotiva della tragedia di “Falco” si è data loro la possibilità di affrontare queste tematiche con il supporto di otto psicologi dell’assocciazione “Psicologi per i popoli della regione Veneto”, esperti a supportare i volontari che intervengono in grosse situazioni di forte stress otragedie. La tecnica adottata e consigliata è il “debriefing” post intervento traumatico, ovvero l’immediata condivisione delle emozioni tra i componenti dell’equipaggio che ha appena affrontato il soccorso e, successivamente, con un gruppo di altri colleghi. Se il trauma doloroso dovesse perdurare nell’operatore si deve considerare l’eventuale sostegno di uno psicologo. Commenta il presidente dell’Eva Alpago, Alvise Fullin: «L’elevata partecipazione evidenzia la grande richiesta di sostegno del soccorritore: segnale da studiare e capire».

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