{"id":1076,"date":"2010-01-26T17:42:18","date_gmt":"2010-01-26T16:42:18","guid":{"rendered":"http:\/\/coesitalia.altervista.org\/blog\/?p=1076"},"modified":"2010-01-26T17:42:18","modified_gmt":"2010-01-26T16:42:18","slug":"lettera-costruttiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.coesitalia.eu\/blog\/lettera-costruttiva\/","title":{"rendered":"LETTERA COSTRUTTIVA"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>I miei trent&#8217; anni su un&#8217; ambulanza<\/strong><\/span><\/h1>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Repubblica \u2014 TORINO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong> \u00abSONO 36 anni che faccio l&#8217; autista di ambulanza in Croce Verde e non mi \u00e8 mai capitato un episodio del genere, n\u00e9 a me n\u00e9 ai ragazzi che negli anni mi hanno raccontato le loro esperienze\u00bb. Pier Mario Rosso\u00e8 un dirigente di un&#8217; azienda aeronautica, aveva vent&#8217; anni quando ha cominciato come volontario e anche oggi che \u00e8 diventato direttore dei servizi della Croce Verde, ogni nove giorni, puntuale, presta servizio notturno come autista. Entra in servizio alle 19.45 nella sede di via Dor\u00e8 e stacca alle 6 del mattino. RACCONTA: \u00abAnni fa capitava che la notte passasse senza telefonate, ma adesso \u00e8 impossibile, c&#8217; \u00e8 sempre pi\u00f9 bisogno, il ritmo \u00e8 pi\u00f9 intenso. Mai \u00e8 successo che una nostra macchina fosse bloccata, ma quante volte ti fermano ai semafori o cercano di attirare l&#8217; attenzione sul ciglio della strada. \u00c8 assolutamente normale che in caso di incidente o con una persona cara che si sente male, l&#8217; obiettivo sia l&#8217; ambulanza. In quel momento \u00e8 il simbolo della salvezza, chiunque farebbe il possibile per fermarne la corsa e arrivare prima possibile in ospedale. Per\u00f2, da qui a bloccare la via c&#8217; \u00e8 una bella differenza, quello di venerd\u00ec deve essere considerato un caso eccezionale\u00bb. Quanti episodi da ricordare in quasi quarant&#8217; anni da volontario: \u00abc&#8217; era un ragazzo che si lamentava di non aver mai vissuto l&#8217; esperienza di un incidente. Pensava che anche quello potesse essere un arricchimento professionale. Fino a quando, fine anni 80, \u00e8 stato chiamato sulla Torino-Milano per un maxi-tamponamento. Quando \u00e8 arrivato sul posto c&#8217; erano 18 feriti ed \u00e8 rimasto cos\u00ec scioccato che adesso di incidenti non vuole pi\u00f9 nemmeno sentir parlare\u00bb. Nella vita quotidiana di un autista di ambulanze capita di tutto, di pochi giorni fa il ribaltamento di un&#8217; ambulanza perch\u00e9 un automobilista non aveva badato alla sirena: \u00ab<span style=\"color: #ff0000;\">Uno dei problemi maggiori resta quello del traffico e una delle prime regole che insegnano agli autisti a rispettare \u00e8 di avere sei occhi aperti anche quando a sirene accese si passa con il rosso<\/span> perch\u00e9 si ha un paziente grave a bordo\u00bb. Storie, tante. Belle, a volte bellissime, come tanti anni fa quando il giovane Pier Mario e un suo collega entrano in una casae assistono una donna che partorisce da sola: \u00abAllora non c&#8217; era il medico a bordo e quando \u00e8 tutto finito abbiamo preso il bambinoe senza tagliare il cordone ombelicale siamo andati tutti insieme in ospedale\u00bb. Brutte mai \u00abperch\u00e9 chi fa questo lavoro, anche di fronte ad una situazione triste, sa che quello che sta facendo lo fa perch\u00e9 vuole far del bene a qualcuno. Il volontario ha sempre un atteggiamento positivo \u00abnon ricordo situazioni di tensione o di aggressivit\u00e0. Anche il paziente o il familiare pi\u00f9 difficile vengono affrontati con il massimo della disponibilit\u00e0 possibile\u00bb. Storie di solitudine. Quelle s\u00ec che rendono amare le notti degli autisti: \u00abentrare in una casa e vedere una nonnina rimasta vedova che \u00e8 caduta, e che si sente impotente, \u00e8 doloroso. Proprio per questo per\u00f2 se si riesce ad aiutarla quel ricordo resta impresso ed \u00e8 uno stimolo in pi\u00f9 ad andare avanti\u00bb. <span style=\"color: #ff0000;\">Molta formazione, due anni prima di guidare un&#8217; ambulanza, regole ferree sui gesti da non fare, sulle manovre da evitare quando si trasporta un malato. Essere un bravo autista richiede tempo e umilt\u00e0.<\/span> Un autista di ambulanze, dice Pier Mario Rosso, &#8220;resiste&#8221; in media fra i cinque e i dieci anni. Si comincia da giovani, perch\u00e9 si \u00e8 studenti di medicina o per il richiamo degli amici o, ancora, perch\u00e9 qualcuno in famiglia\u00e8 stato malee si capisce che dare il proprio contributo serve. Poi, quando arrivano lavoro e famiglia, spesso si smette. Se dopo 36 anni si \u00e8 ancora l\u00ec \u00e8 perch\u00e9 la condizione di volontario \u00e8 diventata un modo di affrontare la vita e di darle un senso: \u00abSono un cattolico ma potrei essere un marxista e sarebbe la stessa cosa. In Croce Verde c&#8217; \u00e8 gente che la pensa in modo molto diverso e questo non impedisce che si passi ore a chiacchierare cementando amicizie\u00bb. Adesso per\u00f2 anche il volontariato \u00e8 in crisi: \u00abNon c&#8217; \u00e8 mai stato un periodo come questo ed \u00e8 un vero peccato. Non so perch\u00e9 questo stia accadendo, tempi egoisti, forse. Una volta si riusciva persino a fare selezione, adesso si ringrazia chiunque arrivi. Pu\u00f2 servire un appello dalle pagine di un giornale?\u00bb. &#8211; <em>SARA STRIPPOLI<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I miei trent&#8217; anni su un&#8217; ambulanza Repubblica \u2014 TORINO \u00abSONO 36 anni che faccio l&#8217; autista di ambulanza in Croce Verde e non mi \u00e8 mai capitato un episodio del genere, n\u00e9 a me n\u00e9 ai ragazzi che negli anni mi hanno raccontato le loro esperienze\u00bb. 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