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Volontari 118 a stipendio fisso grazie ai finti rimborsi.

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Volontari 118 a stipendio fisso grazie ai finti rimborsi.

Ambulanze e dintorni: scoppia il caso
Volontari 118 a stipendio fisso grazie ai finti rimborsi. E la Regione apre al lavoro nero
Arrivano a prendere anche 600 e 800 euro al mese, esentasse, i volontari delle associazioni che svolgono il servizio di emergenza-urgenza sanitaria in aiuto del 118. La legge prevede che vengano rimborsati sulla base di scontrini e fatture, ma la Regione Molise nel 2000 ha fatto una convenzione che salta giustificazioni di spesa e controlli. I volontari vengono pagati 51 euro per 12 ore: un rimborso fisso ma illegale, che trasforma la prestazione volontaria in una sorta di rapporto di lavoro subordinato. A controllare dovrebbe essere la Regione ma da quanto riferisce il presidente della Croce azzurra molisana “è proprio la Regione a imporci questo sistema, pena la revoca della convenzione”. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto lumi a Frattura “perché verifichi che l’impiego di volontari avvenga in modo appropriato e non con modalità di lavoro dipendente”.

di Assunta Domeneghetti

Campobasso. Il volontario del 118? «È una figura che non esiste, in realtà per molti si tratta di un vero e proprio lavoro col quale si può arrivare a guadagnare anche 800 euro al mese. E questo succede perché ci atteniamo a ciò che ci ha imposto la Regione Molise».
Non ha dubbi Sergio Tammaro, presidente dell’associazione Croce Azzurra molisana di via Garibaldi, una delle 12 in tutta la regione accreditata con l’Azienda sanitaria per inviare ambulanze e mezzi di soccorso sulle strade ogni volta che succede un incidente oppure che i cittadini, in casa e in strada, hanno bisogno di cure rapide e di essere trasportati nell’ospedale più vicino.

Tammaro conferma quello che il Movimento 5 Stelle denuncia a proposito della gestione del servizio di emergenza-urgenza sanitaria. I consiglieri grillini, annunciando la presentazione di una mozione a palazzo D’Aimmo, gettano ombre sul sistema dei rimborsi cosiddetti “forfettari” erogati alle associazioni di volontariato dalla Regione, e sui mancati controlli da parte dell’assessorato regionale alle Politiche sociale il quale, in questo modo, sarebbe connivente con il lavoro nero – mascherato dal rapporto associativo – svolto dai volontari.

Il caso è scoppiato a meno di due settimane dalla scadenza della convenzione tra la Regione Molise e le associazioni. «Convenzione che, se non venisse rinnovata, farebbe chiudere il servizio del 118» asserisce il presidente Tammaro che gestisce 25 volontari e copre due postazioni, Riccia e Campobasso, con la sua Croce Azzurra.

Ed è proprio la convenzione fra associazioni e Regione al centro della vicenda, che comincia nel lontano 1992 quando il Presidente della Repubblica firma un decreto col quale prevede che le Aziende sanitarie regionali possano avvalersi del supporto delle associazioni di volontariato, purchè in possesso dell’apposita autorizzazione sanitaria regionale per garantire il servizio di emergenza territoriale 118. Cinque anni dopo, nel 1997, la Regione approva una legge (11/1997) stabilendo che le attività di queste associazioni “si fondano a norma di statuto su prestazioni volontarie gratuite e personali dei soci. E questo perché – come stabilirà nel 2015 la Suprema Corte di Cassazione – al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”.
Che significa? In parole povere significa che i volontari possono prendere esclusivamente rimborsi collegati a spese direttamente sostenute, come quelle per comprare un panino o un caffè e per la benzina. Se manca la rendicontazione, cioè lo scontrino fiscale o la fattura, quei soldi la Regione non può darglieli perché sarebbero compensi, e dunque soggetti a tassazione. “La sentenza – questo ha detto la Cassazione – vuole garantire che i rimborsi spese non mascherino l’erogazione di compensi, ossia, in definitiva, che il rapporto associativo non mascheri un rapporto di lavoro”.

In realtà i volontari molisani che prestano servizio per il 118 non rendicontano un bel niente, né per il pasto né per i chilometri percorsi con la loro auto per raggiungere la sede di lavoro. Però, pur senza scontrini e fatture, intascano un rimborso fisso ogni mese che talvolta assomiglia a uno stipendio.

«Noi della Croce azzurra, come tutte le altre associazioni, non chiediamo scontrini ai volontari ma paghiamo 51,48 euro ogni 12 ore di servizio. Si tratta di una somma stabilita dalla Regione, prevista dalla convenzione. E noi siamo obbligato a dare questo gettone di presenza ,altrimenti ci depennerebbero dalla convenzione». Sergio Tammaro è consapevole che il rimborso non può essere a forfait, in nessun caso, ma riflette: «Credo che alla Regione convenga molto di più così che se dovesse invece assumere personale».

Il ragionamento tuttavia cozza contro la legge, che è chiara sebbene la convenzione sottoscritta tra Regione e Associazioni configuri una palese violazione della legge e apra, di fatto, al lavoro nero. Questo meccanismo e la convenienza economica della Asrem spiega in parte l’assenza di controlli, denunciata anche dai 5 Stelle. «La legge regionale 10/2007 n. 10 sulle “Nuove norme per la promozione del volontariato nella Regione Molise” affida i controlli all’assessorato regionale alle Politiche sociali».
Il sillogismo è evidente: se, come sostiene Tammaro che la vicenda la conosce bene e da sempre, è la stessa Regione a obbligare le associazioni a violare la legge, è scontato che non sarà certo la Regione a mandare i controlli e prendere provvedimenti.

«A quanto pare – dicono ancora i grillini – i provvedimenti dirigenziali dell’Uoc “Coordinamento attività medicina” riportano che la liquidazione dei rimborsi spese percepiti dagli operatori volontari (autista, soccorritore, barelliere) avviene su base forfettaria ovvero senza alcuna documentazione che certifichi le somme effettivamente sostenute durante il servizio, insomma senza scontrini o fatture.

Guardando le carte nel dettaglio abbiamo visto che i volontari al momento impiegati nel servizio 118 ricevono un “rimborso forfettario” pari a 51,48 euro ogni 12 ore di servizio, quindi la spesa dell’Asrem per queste convenzioni e per la sola voce relativa ai “rimborsi dei volontari” (carburante e pasti) ammonta a circa 1 milione 200 mila euro annui. In pratica nel Molise il volontariato rischia di perdere carattere sociale trasformandosi in lavoro subordinato».

Ed è esattamente ciò che è successo. Solo che poi qualche associazione non ha pagato, e i volontari, ritenendosi beffati, si sono rivolti agli avvocati e ai ragazzi del 5 Stelle per denunciare la situazione al limite dell’illegalità.
«E non è finita qui perché c’è addirittura chi trattiene una percentuale sui 50 euro a turno – sostiene il presidente Tammaro – facendo firmare ricevute fasulle ai ragazzi». O chi si sobbarca turni superiori alle 12 ore, si fa pagare con buoni pasto e non ha neppure i dispositivi di protezione individuale come le scarpe anti infortunistiche che sono indispensabili vista la delicatezza degli interventi richiesti.
«Quando arriviamo sul luogo di un incidente non sappiamo mai chi abbiamo di fronte, potrebbero essere feriti con epatite o hiv, e l’unica copertura assicurativa che hanno i volontari è quella che gli facciamo noi della Croce Azzurra». Ma anche per questo aspetto ognuno fa un po’ come gli pare.

Dubbioso sulla liceità del sistema utilizzato all’Asrem su disposizione della Regione è anche il direttore del 118, Fedele Clemente: «C’è una certa ambiguità e non sono stati rari, in passato, i casi in cui la Guardia di Finanza ha fatto delle verifiche. Credo che, a suo tempo, si preferì adottare questo metodo perché più semplice, rispetto a un rimborso dettagliato fatto, volontario per volontario, associazione per associazione. Sarebbe stato un pasticcio e tra l’altro il Molise è tra le regione che dà, a titolo di rimborso fisso per cibo e carburante, meno rispetto alle altre regioni». Anche se, così facendo, avalla il lavoro nero. Fare il volontario, d’altra parte, non è mai stato così redditizio.

(Pubblicato il 18/10/2016)

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=23203


4 Comments

Vincenzo Giangreco

Vincenzo Giangreco

Ottobre 18, 2016at 7:22 am

Che scoperta epocale

Salvina

Novembre 4, 2018at 1:44 pm

Io sarei interessata a inserirmi come volontaria della croce verde

Antonio Perugino

Novembre 5, 2020at 10:21 am

Salve, sarei molto interessato a essere reclutato come volontario al 118 anche in considerazione dell’attuale situazione emergenziale ..

    MAX

    Novembre 8, 2020at 7:51 am

    Buongiorno Antonio, come Volontario ( previo corsi) pu0′ chiedere alle varie e molteplici associazioni di volontariato, visto il periodo non dovresti trovare difficoltà. Un saluto.

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