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Caso automediche, parla l’infermiera che non vuole più guidare: «La legge è chiara e io intendo rispettarla»

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Caso automediche, parla l’infermiera che non vuole più guidare: «La legge è chiara e io intendo rispettarla»



Caso automediche, parla l’infermiera che non vuole più guidare: «La legge è chiara e io intendo rispettarla»

Pisa, la decisione dopo che una collega di Massa è stata condannata per l’incidente in cui era rimasta coinvolta

 
SABRINA CHIELLINI02 AGOSTO 2020
 
 
 
 

PISA. Punita perché vuole fare solo il suo lavoro. È stata assunta come infermiera e l’Asl Toscana Nord Ovest le chiede invece di fare l’autista dei mezzi di soccorso del 118, anche se la legge regionale su questo è chiara. Sull’automedica sono previsti medico, infermiere e soccorritore di secondo livello (al quale viene chiesto di guidare).

Filomena Albano, dirigente del sindacato Nursind con compiti relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro, da un giorno all’altro è stata trasferita dall’automedica (lavorava a Pontedera e in Valdera, a Peccioli) all’ambulanza India (con infermiere a bordo, attiva nella zona di Bientina, Buti, Calcinaia, Santa Maria a Monte e Vicopisano).

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Ma cosa è successo? Lo abbiamo chiesto all’interessata. «Dopo che una mia collega di Massa è stata condannata per l’incidente in cui era rimasta coinvolta nei mesi scorsi mi è venuto da pensare. È capitato a lei ma potrebbe succedere a tutti noi, mi sono detta». L’infermiera il 23 mattina ha comunicato alla centrale del 118 che quel giorno non avrebbe guidato l’automedica. La centrale ha chiesto la disponibilità al medico che era di turno, che ha risposto: «Grazie, no». A quel punto si sono organizzati per mandare l’ambulanza. «È andata avanti così per quattro giorni, ogni volta che sono stata in servizio. Io non guido e neppure i medici vogliono farlo. Il soccorritore di secondo livello non c’è».

Di conseguenza l’automedica resta ferma. «Il mio lavoro è quello di fare l’infermiera. Non posso fare l’autista. Anche perché il mezzo del 118 deve raggiungere l’obiettivo in pochi minuti, è richiesta una speciale preparazione nella guida. Se succede un incidente, come è successo alla collega di Massa, nessuno ci tutela a livello personale. Non posso neanche fare un’assicurazione privata perché si tratta di un incarico di lavoro che non è di mia competenza. Lo afferma la legge, non è certo una mia idea…».

Eppure l’infermiera, dopo che si è rifiutata di guidare l’automedica, è stata trasferita sull’ambulanza India. Resta in servizio nello stesso reparto ma con un altro incarico. «In questo modo mi hanno penalizzato anche economicamente, visto che non lavoro più i turni di notte e devo spostarmi sul territorio rispetto al mio precedente luogo di lavoro che era Pontedera». 


 


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