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AMBULANZE SOTTO TIRO

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AMBULANZE SOTTO TIRO

In servizio 365 giorni all’anno 24 ore su 24, di giorno e di notte, in qualsiasi condizione meteo, questo è l’autista dell’ambulanza. Egli svolge le sue mansioni alle dipendenze di Enti pubblici o privati o occasionalmente in regime di volontariato offrendo saltuariamente il proprio tempo libero.

Gli Autisti d’ambulanza sempre in prima linea su qualsiasi tipo di evento, spesso e volentieri sono i primi ad arrivare e cercano di fare subito sicurezza per tutti i membri dell’equipe e per i pazienti. Il paziente e le altre persone che circolano su strada; però a volte sono un facile bersaglio per gli autoveicoli circolanti.

Co.E.S.Italia e Co.E.S.-Formazione hanno estrapolato i dati riguardo la casistica di incidenti ai mezzi di soccorso dal Blog della Co.E.S.Italia (www.blog.coesitalia.eu) e sono scaturiti dei risultati interessanti.

Partiamo dall’anno 2014 fino alla fine del 2018 e possiamo notare che i sinistri ai mezzi di soccorso seguono un andamento un po’ altalenante ma con un trend in aumento (vedi tabella A)

Tab. A

Ovviamente ogni regione ha il suo triste primato ed abbiamo notato (vedi tabella B) che da questo report la Lombardia si aggiudica il primo posto seguita dalla Puglia e dalla Liguria, l’unica regione per la quale non ci sono pervenute segnalazioni pubblicate sulla stampa nell’anno 2018 è il Molise.

Tanto per renderci conto di come stanno le cose al momento attuale l’osservatorio Co.E.S.Italia ha rilevato dall’inizio del 2019 al 15 febbraio (cioè in 46 giorni) 34 incidenti a mezzi di soccorso.

Tab. B

Un ulteriore dato preoccupante che si evince da questi dati è il numero dei feriti tra il personale di bordo dei mezzi di soccorso, sia esso autista, infermiere, medico o soccorritore, paziente trasportato o terza persona (altri utenti della strada) coinvolto negli incidenti stradali. (vedi tabella C).

Tab. C

Auspichiamo che questi numeri di anno in anno diminuiscano, ma attualmente i segnali indicano che non è così (Lo si nota soprattutto osservando i dati relativi alle persone decedute nell’anno 2017 e/o feriti con danni permanenti).

Alla base di tutto ciò abbiamo notato che vi sono diversi fattori.

Per prima cosa la distrazione degli automobilisti particolarmente disattenti per l’uso improprio del cellulare o storditi dal volume elevato dell’autoradio. Conseguentemente a questi casi abbiamo spesso delle manovre inaspettate e improvvise da parte degli automobilisti dovute alla reazione improvvisa e incontrollata nel rendersi conto che un mezzo di soccorso in emergenza sta sopraggiungendo, arrivando perfino alla collisione.

C’è da dire che gli automobilisti sono spesso abituati a vedere ambulanze con i soli segnalatori visivi in funzione (senza sirena). Ciò crea ancor più incomprensione e difficoltà.

Bisogna anche aprire una parentesi sulla formazione degli autisti di ambulanza.

In moltissimi casi alla base delle disattenzioni possiamo avere la scarsa preparazione e formazione del personale dipendente pubblico, privato o volontario che sia, soprattutto per la mancanza di requisiti specifici e/o psicoattitudinali, ma anche situazioni oggettive dovute a mezzi obsoleti con scarsa manutenzione o con un eccessivo chilometraggio.

Possono esserci inoltre situazioni di lavoro precarie dove per mantenere il posto di lavoro si effettuano turni massacranti senza riposi. Ci risulta che in alcune cooperative sociali si è obbligati (pena il trasferimento a postazioni lontane da casa) a fare 30-40 ore al mese di straordinario gratuito in regime di volontariato pur essendo dipendenti.

Ricordiamo inoltre che il D.Lgs. n°66, approvato l’8 aprile 2003 (legge europea) stabilisce all’articolo 7 che “il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore tra un turno di lavoro ed un altro. Come si può conciliare questa norma con il volontario che di giorno lavora e di notte svolge il turno in ambulanza o viceversa?

Riteniamo che, come il Dgls 81 per la sicurezza sul lavoro equipara il volontario al dipendente, anche la norma sull’orario di lavoro sia altrettanto applicabile, almeno per i rischi intrinsechi correlati al doppio turno di servizio (lavoratore di giorno e volontario di notte).

Queste situazioni possono incidere notevolmente sulla stanchezza dell’autista. Durante il turno di notte poi il colpo di sonno è sempre dietro l’angolo. Bisogna ricordarsi che a bordo del veicolo di soccorso non si è quasi mai soli ma in primis la responsabilità dell’eventuale incidente viene attribuita all’autista.

Vogliamo ricordare che guidare un’ambulanza non è un gioco e che per condurla non basta solo girare la chiave ed una volta partiti azionare le sirene ma anche una costante preparazione e formazione del personale addetto.

La figura dell’Autista-Soccorritore pertanto non è più rimandabile se vogliamo essere cittadini Europei.


1 Comment

MAX

Marzo 10, 2019at 10:12 am

Complimenti!!! un bel articolo!! max

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